Il Duomo e la sua piazza

 Il Duomo alla fine del XIV secolo

La costruzione del Duomo inizia nel 1386, nell’area che già da un millennio – dai tempi di Sant’Ambrogio – è il centro religioso di Milano.
L’iniziativa dell’arcivescovo Antonio da Saluzzo, appoggiata dal Comune, da Gian Galeazzo Visconti e subito fatta propria dal popolo, prevede che la nuova cattedrale sostituisca la vecchia e cadente Santa Maria Maggiore (A nella figura), la “basilica gemella” di Santa Tecla (B), che sorge lì accanto sulla piazza dell’Arengo, e il battistero di San Giovanni alle Fonti (C).
I lavori sono affidati alla Fabbrica del Duomo e cominciano dalla parte posteriore: dopo aver demolito gli edifici addossati sul retro di Santa Maria Maggiore, vengono scavate le fondazioni, profonde 7 metri, e vengono innalzati, in pochi anni, i pilastri e le strutture dell’abside e del transetto.
I muri vengono rivestiti con le possenti lastre di marmo di Candoglia, spesse 25-40 cm, portate in città su barconi dalle cave sul fiume Toce (via lago Maggiore, Ticino, Naviglio Grande, Darsena, Naviglio interno), mentre per i grandi finestroni dell’abside si iniziano a cercare i vetri migliori e gli artigiani capaci di lavorarli.
La copertura, in alto, è provvisoria e per proteggere l’altare maggiore della vecchia basilica si usano grandi tendoni.
La facciata sulla piazza rimane quella di Santa Maria Maggiore, la cui immagine diventa l’emblema della Veneranda Fabbrica. Nel 1394, per recuperare spazio, viene abbattuto il battistero di San Giovanni alle Fonti; l’altro battistero paleocristiano, quello di Santo Stefano (D), è già stato demolito per far posto alla Sacrestia nord.



Il Duomo all’inizio del XVII secolo

Nei primi anni del Quattrocento i lavori del Duomo rallentano, non solo per problemi tecnici – i quattro pilastri centrali su cui dovrà sorgere il tiburio non sembrano sicuri -ma anche per il peggioramento delle condizioni economiche in seguito a una serie di carestie, pestilenze e guerre che hanno immiserito il ducato. Nonostante tutte queste avversità, gli uomini del cantiere riescono nel 1404 a costruire sul contrafforte della sacrestia settentrionale la prima delle guglie, che viene dedicata alla memoria di Marco Carelli, grande benefattore della Fabbrica. Nel 1410 viene avviata la costruzione delle navate e diventa perciò necessario fare spazio nella piazza dell’Arengo: nei decenni seguenti vengono così abbattuti la basilica di Santa Tecla (A)  e alcuni tratti del Palazzo Ducale (B). Nel 1456, quando le navate centrali del Duomo hanno raggiunto la quinta campata, e quelle esterne la sesta, i lavori vengono sospesi per un contrasto tra la Veneranda Fabbrica e il duca Francesco Sforza. La cattedrale viene perciò chiusa, provvisoriamente, alla quinta campata inglobando la vecchia facciata di Santa Maria Maggiore. Tra il 1490 e il 1500, per iniziativa del duca Ludovico il Moro, viene realizzato finalmente il tiburio (C), alla sommità del quale sono previsti una grande guglia centrale e quattro gugliotti sugli spigoli. Con l’arrivo a Milano dell’arcivescovo Carlo Borromeo (1565) lo spirito della Controriforma influenza anche i lavori nel Duomo, non solo nell’arredo interno ma anche nei progetti della facciata. Inizia così nel 1609, al tempo del cardinale Federico Borromeo, la costruzione di una nuova facciata in stile classico-romano, ma i lavori vengono sospesi alla sua morte, nel 1630, quando è stato costruito solo il primo ordine, con le porte e due finestre inferiori della facciata.



Il Duomo all’inizio del XIX secolo

Nella seconda metà del Seicento la struttura del Duomo si completa con la costruzione delle ultime campate verso la piazza, chiuse con una la facciata al grezzo, e viene abbattuta la vecchia facciata interna di Santa Maria Maggiore. In seguito i lavori si fermano per quasi un secolo, anche se non mancano studi e progetti per la nuova facciata, il campanile e le guglie. Nel 1765 viene avviata la costruzione della guglia maggiore del tiburio, alta 108,50 metri, terminata nel 1769 con la posa della grande statua della Madonnina. La discesa in Italia di Napoleone, qualche decennio dopo, pone fine anche alle incertezze sulla facciata da completare: nel maggio 1805, pochi giorni prima della sua incoronazione in Duomo, il nuovo re d’Italia dispone che la facciata della cattedrale venga ultimata in tempi rapidi salvando le strutture esistenti. Iniziati nel 1807, i lavori si concluderanno nel 1813 e la facciata assumerà il suo aspetto definitivo: una composizione formata da elementi di stile diverso che si integrano configurando un modello grande e maestoso di architettura gotica lombarda. Questa impronta caratteristica del Duomo si completerà nei decenni seguenti con la costruzione degli archi rampanti sopra le navate laterali e con le innumerevoli guglie che si innalzano verso il cielo.

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