Le poesie di Carlo Porta in italiano

Bella notizia: da Einaudi Editore è da poco uscito un libro di poesie di Carlo Porta tradotte in italiano da Patrizia Valduga. Un passo avanti notevole rispetto alle diverse trasposizioni in prosa uscite in passato, comunque utili: perché la traduzione di Valduga aggiunge al significato letterale il ritmo, gli accenti, il respiro della poesia, quasi fosse recitata dall’autore.

Prendiamo per esempio la prima strofa del sonetto Sissignor, sur Marches, che nella traduzione suona così:

 

Lei è marchese, sì, signor Marchese,

marchese, marchesotto, marchesone;

io son il signor Carlo milanese,

e basta, senza briciola di Don.

 

 

Oppure l’inizio del Lament del Marchion di gamb avert:

 

Foschi amanti traditi dall’amata,

pieni di fiacca, di fastidi e corna,

fatemi cerchio intorno,

e ascoltate la storia disperata

di Marchionne infelice,

di Marchionne infelice, me medesimo,

stregato e tratto a rotoli

dalla suprema delle truffatrici.

 

 

O infine due quartine da I putann ai “damm del bescuttin”:

 

Maledette porche del biscottino,

tanto schiamazzo contro le puttane!

Perché? Perché la danno a poca grana

e non la danno sotto un baldacchino?

Quando eravate giovani, avvenenti,

floride e sode, dite un po’, damazze,

così nemiche eravate del cazzo?

Forse che la davate via per niente?

 

 

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